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Raccolta Leggi Costituzionali

Presentazione dello statuo Albertino

Non sembri un'operazione di "archeologia costituzionale" riportare il testo dello Statuto Albertino del 1848, il quale dà il senso della nostra stessa storia costituzionale, dato che, come noto, va situato al termine di un lungo processo costituente, svoltosi in precedenza nei territori italiani, anche se a volte in maniera disorganica e molto spesso in modo non collegato; processo che può farsi iniziare sin già dai primordi delle ripercussioni della Rivoluzione francese nella nostra Penisola.

Sarà sufficiente ricordare che, secondo la ricostruzione della più accreditata dottrina, possono contarsi ben 23 Costituzioni nel nostro territorio, sin dai tempi del primo progetto di Costituzione italiana, votato a Bologna in San Petronio il 4 dicembre 1796, passando per il famoso proclama di Murat lanciato a Rimini il 30 marzo 1815, fino agli Statuti fondamentali nati "nel clima di tempesta del 1848"(Massimo Severo Giannini).

In ogni caso, lo Statuto Albertino ha rappresentato per circa un secolo la carta costituzionale di riferimento per il nostro ordinamento. In particolare, come noto, dopo il famoso proclama di Carlo Alberto dell'8 febbraio 1848, in cui lo Statuto venne preannunciato, il Consiglio di Conferenza, nel corso di cinque sedute (10, 17 e 24 febbraio, 2 e 4 marzo 1848), ne elaborò il testo. Si segnala che i processi verbali delle citate riunioni (ed altre collegate) del Consiglio di Conferenza sono stati tradotti in lingua italiana da quella francese dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’informazione e l’editoria, "Lo Statuto albertino illustrato dai lavori preparatori" (a c. di L. Ciaurro), Roma, 1996.

Lo Statuto fu poi concesso da Carlo Alberto con Regio Decreto del 4 marzo 1848; pubblicato in lingua italiana domenica 5 marzo 1848 nella "Gazzetta Piemontese" n. 56 ed in lingua francese a Chambéry; inserito nella "Raccolta degli atti di Governo di Sua Maestà il Re di Sardegna" con il numero 674 e nella corrispondente Raccolta in lingua francese con il numero 456; infine, entrò in vigore l'8 maggio 1848.

Caratteristica peculiare dello Statuto albertino è data dall'aver avuto un carattere certamente ottriato, ma al contempo con una qualche forma di sanzione popolare mediante i plebisciti, pur con tutte le note oscillazioni della dottrina circa il valore da attribuire a questi ultimi, anche e soprattutto come atti di approvazione dello Statuto stesso.

Relativamente alle caratteristiche solitamente attribuite allo Statuto albertino quale Carta fondamentale, sarà sufficiente ricordare, in particolare, l'elasticità, la flessibilità, la sobrietà espressiva, o con terminologia meno datata, la sua peculiarità di Costituzione breve.

Per quanto riguarda i suoi singoli contenuti, gli 84 articoli possono essere suddivsi nelle partizioni stesse del testo e ricostruiti sinteticamente nei loro contenuti in 8 tematiche principali: la Corona, il Senato del Regno, la Camera dei deputati, le norme comuni alle due Assemblee parlamentari, il governo del Re, l'ordine giudiziario, i diritti e i doveri dei cittadini, nonché le disposizioni generali e transitorie.

 

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