Presentazione della Costituzione
Come noto, di solito la fase di transizione dallo Statuto albertino del 1848 alla Costituzione repubblicana del 1948 viene definita come "periodo costituzionale provvisorio", nel quale si accavallano eccezionali eventi cronistorici e particolari vicende normative.
A quest’ultimo proposito, si segnala innanzitutto il regio decreto 5 giugno 1944, n. 140, con cui Vittorio Emanuele III nominò il "luogotenente del Regno" per l'esercizio delle funzioni della Corona, il cui gabinetto veniva formalmente designato dal Comitato di liberazione nazionale composto dai partiti di allora (che prese sostanzialmente il posto della camera elettiva); mentre il decreto legislativo. luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, prevedeva il deferimento della scelta istituzionale (monarchia o repubblica) ad un'assemblea costituente elettiva e la temporanea assunzione del potere legislativo da parte del governo mediante decreti del luogotenente.
Si ricordano altresì il decreto legislativo luogotenenziale 5 aprile 1945, n. 146, riguardante l'istituzione della Consulta nazionale, un'assemblea di tipo parlamentare, ma con funzioni solo consultive e composta complessivamente da 448 membri non elettivi (ma designati dai partiti, dai sindacati e dal governo); e il decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, che affidò ad un referendum popolare la scelta istituzionale e previde per l'Assemblea costituente la durata di otto mesi dalla prima riunione (poi prorogata ulteriormente con le leggi costituzionali 21 febbraio 1947, n. 1 e 17 giugno 1947, n. 2).
In particolare, il decreto legislativo luogotenenziale 31 maggio 1945, n. 435, istituì l’apposito ministero per la Costituente, con il compito non solo” di preparare la convocazione dell’Assemblea costituente”, ma anche “di predisporre gli elementi per lo studio della nuova Costituzione”. Al riguardo, va ricordata la Commissione per studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato (sui cui lavori v. “Alle origini della Costituzione italiana”, a c. di G. D’Alessio, Bologna, 1979), attivata negli anni 1945 e 1946 presso quel ministero, che può considerarsi il “progenitore” dell’attuale ministro senza portafoglio per le riforme istituzionali e la devoluzione.
Il 9 maggio 1946 il re Vittorio Emanuele III abdicò a favore del figlio, che assunse la corona con il nome di Umberto II (v. il r.d.l. 10 maggio 1946, n. 262). Mentre il 2 giugno 1946 il corpo elettorale – di cui per la prima volta facevano parte anche le donne (ai sensi del decreto legislativo. luogotenenziale 1° febbraio 1945, n. 23) – scelse la Repubblica (v. la proclamazione definitiva dei risultati del referendum istituzionale da parte della Corte di Cassazione, avvenuta il 18 giugno 1946 nella sala della Lupa di palazzo Montecitorio). Già il 13 giugno Umberto II – sia pure fra polemiche – aveva lasciato l'Italia, ritirandosi in esilio a Cascais in Portogallo.
Contemporaneamente fu eletta l'Assemblea costituente (573 deputati), la quale poi si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946, elesse il 28 giugno Enrico De Nicola capo provvisorio dello Stato (nel frattempo le relative funzioni erano state esercitate transitoriamente dal Presidente del
Consiglio De Gasperi) – rieleggendolo il 26 giugno 1947 (dopo le dimissioni del medesimo) – e approvò il 22 dicembre 1947 con voto finale a scrutinio segreto (453 voti favorevoli e 62 contrari) la nuova Costituzione, che venne promulgata il 27 successivo (dal C.p.S. De Nicola, con la controfirma del Presidente della Costituente stessa Terracini e del Presidente del Consiglio De Gasperi e con il visto del guardasigilli Grassi), pubblicata lo stesso giorno in una edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
La Costituente cessò poi definitivamente di funzionare il 31 gennaio 1948, dopo aver espletato gli ultimi adempimenti. Infatti, ai sensi dell'art. 3 del citato decreto n. 98 del 1946, l'Assemblea funzionava come un parlamento riguardo alle leggi costituzionali, elettorali e di ratifica di trattati internazionali.
Ai fini di una rapida e fruibile ricostruzione dei lavori preparatori della Costituzione, con una suddivisione articolo per articolo, resta sempre fondamentale il testo classico di V. Falzone, F. Palermo e F. Cosentino, “La Costituzione della Repubblica italiana illustrata con i lavori preparatori “, Milano, 1976.